Smart & Start
 
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Agevolazioni Smart&Start, facciamo chiarezza sulle attività e i settori finanziabili
06 dicembre 2013

C’è chi ci contatta per sapere se è possibile finanziare un bed&breakfast e chi invece vuole vendere prodotti on line, chi pensa di rientrare dalle spese di ristrutturazione del proprio negozio e chi forse spera di poter utilizzare Smart&Start come fonte di finanziamento per attività che di tecnologico hanno ben poco.
Più in generale dopo le prime settimane di contatti avviati con aspiranti startupper via web, helpdesk e contact center, ci sembra importante tornare a chiarire alcune questioni fondamentali e rispondere a quelli che sono i vostri quesiti più frequenti.
In particolare, molti di voi ci scrivono chiedendo pareri di accoglibilità, manifestando dubbi sulla coerenza tra il progetto proposto e le attività effettivamente ammissibili agli incentivi. Inoltre abbiamo l’impressione che alcuni vorrebbero utilizzare le agevolazioni Smart&Start per attività assolutamente tradizionali, che non rientrano in questo Programma e che Invitalia ha finanziato in passato con la misura dell’Autoimpiego, attualmente in attesa di ripartire.
Vi ricordiamo pertanto che le attività finanziabili per Smart sono quelle che:

  • adottino soluzioni tecniche, organizzative o produttive nuove rispetto al mercato di riferimento (anche in chiave di riduzione dell’impatto ambientale)
  • riescano ad ampliare il target di utenza del prodotto-servizio offerto (soprattutto rispetto al bacino raggiunto dagli altri operatori attivi nello stesso mercato o settore)
  • prevedano lo sviluppo e la vendita di prodotti-servizi innovativi o migliorativi rispetto ai bisogni dei clienti o siano destinate ad intercettare nuovi bisogni e/o rivolti a nuove combinazioni prodotto –servizio/mercato
  • adottino modelli di business, prodotti o servizi volti ad intercettare necessità di carattere sociale o ambientale.
    L’obiettivo di Start è invece favorire iniziative innovative che puntino strategicamente sull’utilizzo di tecnologie digitali e/o che valorizzino i risultati della ricerca. Start agevola infatti:
  • “soggetti operanti nell’economia digitale”, cioè quelle società che vogliano avviare un’attività finalizzata a produrre servizi o prodotti digitali, o adottino attraverso l’uso di tecnologie digitali, nuovi processi o modelli di business, per migliorare l’efficienza gestionale, organizzativa o produttiva.
  • società che mirino alla “valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata”, applicando i risultati di studi e ricerche nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi.

Infine, per circoscrivere il campo di applicazione, vi ricordiamo che non sono ammissibili agli incentivi, le domande relative a iniziative operanti nei settori: pesca e acquacoltura, produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE, carboniero e, limitatamente ai soli incentivi Smart, siderurgia, costruzione navale e produzione di fibre sintetiche.
Agli aspiranti startupper viene richiesto l’elaborazione di un piano di impresa che evidenzi una valida e realizzabile idea di business oltre a competenze o capacità dei proponenti coerenti rispetto all’iniziativa da intraprendere ed ai ruoli di responsabilità assunti nell’attività.